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Il Frantoio

"L’Infrantoio, altrimenti detto Fattoio, e Fantoio, ed Uliviera, deve essere una stanza assai capace per la manifattura dell’Olio, la quale generalmente non è necessaria al Podere di Montagna, ma molto meno al podere di Piano, ma bensì abbisogna al Podere di Collina, se per sorte non volesse farsi questa alla Casa della Fattoria, o d’Azzienda, che è sempre meglio sia ivi, che alla Casa del Contadino per essere sotto gl’occhi del Fattore.

Questa stanza deve essere situata direttamente al Mezzogiorno difesa con altre stanze dal Tramontano e da Venti freddi, perché è necessario sia assai calda “Olearia ita est collocanda, ut habeat a meridie calidisque regionibus lumen: non enim debet Oleum congelari, sed tempore caloris extenuari ” e perciò ordinariamente in alcuni luoghi queste stanze si fanno alle volte in certe Caverne sotto terra, la di cui entrata guarda direttamente il Mezzogiorno.
La grandezza delle stanze, deve essere tale, che in mezzo di essa vi sia il Piatto con la Macine che frange le Ulive, e tanto spazio attorno il medesimo, acciò l’Animale, che fa girare la Macine, non dia ingombro alle altre faccende; In un angolo di essa vi và fabbricato il Fornello per scaldare in una capace Caldaia, l’acqua per cavare l’Olio dalle Sanse, in altro angolo di contro al Fornello sta bene vi sia fissata la macchina detta lo Strettoio, e prossimo ad esso vi và un condotto, che porti le morchie, o siano le fecce dell’Olio in un Vaso murato a tenuta volgarmente detto l’Inferno, il quale và fatto fuori della fabbrica in luogo remoto.
Il rimanente della stanza và diviso in due parti con una parete poco alta, in una di esse parti si devono collocare tante Conche, o siano Vasi di terra cotta assai grandi ove deve chiarirsi l’Olio, ed in maniera situate, che si possa andare a tutte con comodo, senza impedimenti. L’altra metà và suddivisa in tanti piccoli Stabbioli, o Trogoli per ivi mettere le Sanse a riscaldare, awertendo, che i Trogoli abbiano per la parte d’avanti il Caterattino per tirar fuori le Sanse, pulirli, e spazzarli. A questa stanza, e prossimo al piatto, vi deve essere a portata un piccolo stanzino per stalletta dell’animale, che deve far girare la Macine, se non si può avere il moto per via d’una macchina a acqua.

Quindi è che la stanza dell’Infrantoio è bene sia assai capace per motivo ancora di vari istrumenti, che v’abbisognano, ed

macine del frantoio

infatti così Catone nel Cap. 13. “In Cellem oleariam haec sunt dolia olearia, opercula labra olearia XIIII. conchas maiores duas, urceum aquarium unum, urnam quinquagenariam unam, sextarium olearium unum ab ellum unum, infundibula duo, spongias duas, urceos fictiles duos, urnales duos, Trullas ligucas duas, claves cum clostris tres, Cellas duas, trutinam unam, centum pondium in certum unum, et pondera certa”. Questa stanza, o sia Infrantoio và coperto con palco stabile, ed in cambio di Travi vi vanno fatti tanti Archi, e la stanza che resterà sopra ad esso è bene farla più grande, se si puole ottenere, poiché in essa devono stare distese le Ulive, e nel mezzo della medesima vi và fatta una buca, che corrisponda a piombo del Piatto, e Macine, che resta sotto ad essa stanza, e col mezzo di una tromba, o canale di legno, come sarebbe una Tramoggia, si fanno calare con la pala le Ulive sopra il detto Piatto per frangerle, non dovendosi in alcuna maniera riscaldare le Ulive, come è il cattivo costume, verità già dimostrata da un nostro Socio, e pubblicata in Firenze nell’anno 1768., in fine d’una Lezione del fù Senatore Adami sopra l’Agricoltura.

L’Orciaja poi, o sia l’Oliaio, detta ancora la Coppaia è una stanza separata, la quale và fatta in un luogo d’aria temperata, che nell’Inverno sia piuttosto calda, e nell’Estate fresca. Questa stanza serve per custodire l’Olio in vari Vasi di terra cotta detti Orci, Coppi, ed in alcuni luoghi Ziri, in questa stanza bisogna avvertire, che gl’Orci siano in modo disposti, che se alcuno di essi si rompesse l’Olio possa calar tosto in qualche Vaso murato per raccorlo.

E bene, che sia Coperta con volta reale per evitare le disgrazie di qualche rottura di corrente, o altro caso fortuito.

La finestra và ferrata, ed in oltre vi và una rete di filo di ferro assai fissa per causa degl’animali, e và volta verso il Mezzogiorno."

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